Israele si confronti con il governo norvegese

Israele si confronti con il governo norvegese

Negli ultimi anni vi sono spesso stati attacchi virulenti contro Israele da parte del governo norvegese. Lo stesso si può dire per larghi segmenti dell’élite culturale, inclusi i media, parecchi vescovi della Chiesa luterana, Ong ecc. A queste sfide i governi israeliani hanno creduto bene di non rispondere.

Il governo norvegese, dominato dal Partito laburista del Primo Ministro Jens Toltenberg, è stato indulgente verso il terrorismo palestinese, arrivando indirettamente a sostenerlo. La maggior parte dei paesi occidentali non dà credito alla legittimazione dei super terroristi di Hamas che incitano al genocidio degli ebrei. Malgrado ciò il Ministro degli esteri norvegese Jonas Gahr Stoere ha incontrato il leader di Hamas Khaled Mashal. Ha scritto anche un giudizio sulla quarta di copertina del libro di due medici estremisti di sinistra, Mads Gilbert e Erik Fosse, che contiene la versione contemporanea della calunnia del sangue, cioè che Israele ha iniziato la guerra a Gaza per uccidere donne e bambini palestinesi. Gilbert ha addirittura giustificato la strage dell’11 settembre negli Stati Uniti da parte dei terroristi arabi. Nell’autunno 2010, il Ministro degli Esteri norvegese ha co-finanziato a Damasco una mostra dell’artista Hakon Gullvag di disegni pieni di odio contro Israele.

Centinaia di altri esempi del sostegno norvegese ai nemici di Israele avrebbero dovuto essere stati denunciati pubblicamente già da tempo. La situazione attuale richiede quindi un cambio di strategia da parte di Israele verso la classe dirigente norvegese. La orribile strage di Breivik ha generato una attenzione che non ha precedenti verso la Norvegia. Prima, veniva abitualmente citata una volta l’anno quando veniva assegnato il Premio Nobel per la Pace.

Grazie a questa pubblicità, sono venuti a galla i comportamenti contro Israele della sua classe dirigente. Sull’isola di Utoya, dei ragazzini dai 14 anni in su, venivano istruiti all’odio contro Israele dai leaders estremisti della AUF, il movimento giovanile del Partito laburista. Striscioni per il boicottaggio di Israele e propaganda per la Flotilla per Gaza hanno bene illustrato quanto avveniva in quel campeggio. Il giorno prima dell’eccedio, Stoere aveva tenuto un comizio a Utoya, nel quale chiedeva l’abbattimento della barriera di sicurezza di Israele, che ha fermato i terroristi suicidi. Il che equivale ad una promozione indiretta del terrorismo. Stoere conosce bene cos’è il terrorismo, essendo scampato nel 2008 a Kabul a un attacco nel quale sono morte cinque persone e un giornalista del suo seguito.

Al fine di sviluppare una nuova e coerente politica israeliana verso il governo norvegese, occorre conoscere bene le caratteristiche culturali della “élite progressista” del paese, che includono l’assenza di autocritica, con ua aggiunta di marxismo. Questo ha generato arroganza, sfrontatezza e disonestà intellettuale. Distorcere la verità diventa naturale in un ambiente simile, per cui sono conseguenti le menzogne dei media. Per quanto possa sembrare incredibile vi sono moltissimi esempi.

Ci si deve anche chiedere quali sono gli scopi del governo norvegese, che usa parte della ricchezza che gli viene dai giacimenti di gas e petrolio per promuovere la propria immagine pacifista nel mondo. Il vice Ministro Espen Barth Eide ha scritto recentemente sul Jerusalem Post ” abbiamo un chiaro progetto su come orientare le nostre iniziative internazionali, politiche,finanziarie e militari in quanto costruttori di pace, combattere il terrorismo e le sue cause sono per noi obiettivi importanti “. Se George Orwell fosse ancora vivo, avrebbe aggiunto a quanto aveva già scritto ” diffondere odio è costruire pace ” e ” promuovere il terrorismo è combattere il terrorismo “.

Attaccare Israele e ignorare gli innumerevoli crimini palestinesi e arabi è connaturato a gran parte della élite norvegese. Il modo migliore per descriverlo è raccontare gli esempi di sostegno norvegese indiretto al terrorismo, ai propagatori di odio, al doppio standard, così come la sottovalutazione dell’antisemitismo da parte del governo e della società in genere. A causa della strage, molti giornalisti stranieri hanno preso conoscenza delle perversità che contraddistinguono l’élite culturale norvegese. Molte reazioni israeliane di difesa ricevono oggi più attenzione che nel passato.

L’ambasciata israeliana a Oslo ha presentato un lungo elenco di pregiudizi del sistema radio Tv norvegese NRK al suo Consiglio direttivo, che però non ne ha tenuto conto. Il corrispondente in Israele dell’NRK, che sta per lasciare l’incarico, non ha mai praticato un giornalismo moralemente corretto. Gente che lavora con l’obiettivo di diffamare Israele non dovrebbe ottenere alcun riconoscimento dall’ Ufficio Stampa del governo. Le Ong che ricevono finanziamenti dal governo norvegese dovrebbero dichiararlo, come dovrebbe essere investigato quanto denaro norvegese viene usato dal terrorismo palestinese. Il governo norvegese può causare danni a Israele più di quanto già non faccia, non avendo Israele informazione su come diffonde ovunque le sue perverse iniziative.

L’élite culturale norvegese non muterà atteggiamento dopo il massacro di Utoya. Per Israele, modificare la percezione norvegese dell’accaduto, potrebbe persino produrre un risultato negativo. Una politica di successo deve quindi essere basata su un approccio radicalmnte diverso: continuare a disvelare la diffusione dell’odio contro Israele da parte della Norvegia, in modo che il suo governo venga riconosciuto per quello che è in tutto il mondo.

 

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