L’ossessione anti-semita della sinistra

L’ossessione anti-semita della sinistra

Robert Wistrich, cattedra Neuberger di Storia Moderna Europea e Storia Ebraica alla Università Ebraica di Gerusalemme e direttore del Centro internazionale per gli studi sull’amti-semitismo Vidal Sassoon, ha pubblicato il libro  “Un’ossessione Letale”, dove analizza l’anti-semitismo contemporaneo nel senso più ampio della parola e un testo in tedesco sull’anti-semitismo musulmano , evidenziandone le somiglianze con quello nazista.

Il suo nuovo libro “ From Ambivalence to Betrayal: The Left, the Jews and Israel” è la sua ultima fatica, una analisi affascinante di come si è sviluppata la cosiddetta “questione ebraica” nell’estrema sinistra e nei partiti socialdemocratici. I

niziando dal 19° secolo, Wistrich affronta un lungo periodo di tempo, consentendo al lettore di individuare le componenti anti-semite della sinistra che si sono manifestati nei loro vari aspetti negli ultimi decenni.
Un esempio, più o meno cento anni prima che le Nazioni Unite adottassero nel 1975 lo slogan “Sionismo uguale Razzismo”, l’aveva affermato in modo identico il leader socialdemocratico tedesco Karl Kautsky.

Kreisky, un archetipo dell’odio di sè ebraico

Esaminerò la parte del libro che tratta il periodo post-seconda guerra mondiale. Il cancelliere austriaco Bruno Kreisky – Wistrich gli aveva già dedicato uno studio – viene descritto come la quintessenza dell’ebreo di sinistra che odia se stesso. E’ interessante notare come Kreisky avesse sempre affermato di non essere mai stato oggetto di atti anti-semiti nella sua giovinezza, cosa poco credibile visto ciò che è accaduto in Austria negli anni precedenti alla seconda guerra mondiale. Wistrich scrive che Kreisky era “ l’unico ebreo che poteva cancellare in pieno il senso di colpa degli austriaci per la loro totale partecipazione alla Shoah”. Lo fece, comportandosi in diversi modi. Attaccò spietatamente Simon Wiesenthal, definendolo “un pericoloso reazionario”. Disse anche “ se gli ebrei sono un popolo, allora sono un brutto popolo”. Kreisky fu un antesignano nel diffamare Israele come “semi-fascista” e “stato di Apartheid”, quindi “ non democratico,clericale,militarista” Kreisky è stato il tipico ebreo utile agli anti-semiti suoi contemporanei per assolversi da ogni accusa, condividendone i giudizi.
Elhanan Yakira, nel suo libro “Post-Zionism, Post-Holocaust: Three Essays on Denial, Forgetting, and the Delegitimation of Israel” affronta un tema simile. Gli ebrei post-sionisti, di fatto anti-sionisti, demonizzano Israele, entrando a far parte di quei gruppi di intellettuali che ragionano nello stesso modo distorto. Yakira aggiunge che è “la via migliore per entrare a far parte dei circoli accademici internazionali, si viene invitati spesso all’estero e i propri libri vengono tradotti, anche se valgono poco”
Essere ebreo alla Kreisky non è detto che funzioni sempre, pur essendo tenacemente anti-sionista. Questo è vero in modo particolare nei regimi dittatoriali. Rudolph Slansky, già leader comunista cecoslovacco, fu uno degli accusati di “sionismo”nei processi di Praga del 1952. Wistrich ricorda che “ era un nemico dichiarato di Israele e dell’intera impresa sionista, tanto da impedire la vendita di armi allo Stato ebraico dopo il 1948”. In quei processi, fra gli accusati, vi furono altri ebrei fortemente anti-sionisti, che furono costretti a confessare secondo le classiche regole comuniste di essere “ebrei borghesi e nazionalisti”.

Anti-semitismo presente nella cultura inglese

Wistrich, cresciuto in Inghilterra, si è sempre occupato del problema dell’anti-semitismo inglese. Nel capitolo “Great Britain: A Suitable Case for Treatment?” ne esamina le radici a partire dall’ultimo millennio, fino agli inizi del 20° secolo, quando gli ebrei venivano definiti dagli anti-semiti sia comunisti che capitalisti. Dopo la seconda guerra mondiale, Il ministro degli esteri laburista Ernest Bevin, era considerato nella Palestina pre-Israele come l’inglese più violentemente anti-semita. Wistrich analizza molte componenti attuali di odio anti-Israele nella sinistra inglese. Fra i giornali, cita il Guardian, fra i più schierati, che aveva paragonato l’azione militare di Israele a Jenin dopo la strage compiuta in un Hotel israeliano, all’11 settembre. Il Guardian scrisse che l’azione israeliana “ era disgustosa persino nei particolari, angosciante nella sua predeterminazione”. Il giornale aggiungeva che l’attacco a Jenin “ si era macchiato di infamia, un reato di estrema gravità” Un posto speciale nella diffusione dell’odio contro Israele va alla statale BBC, i cui giornalisti sono in gran parte di sinistra. L’avvocato Trevor Asserson, esperto in cause di diffamazione, ha raccolto molta documentazione che dimostra il pregiudizio sistematico della BBC contro Israele. Ha definito le notizie su Israele scorrette per omissione, manomissione, riferiscono solo una parte dei fatti, selezionano le interviste a senso unico, poche le informazioni di base o del tutto mancanti “. L’odio contro Israele è diffuso in Inghilterra nell’estrema sinistra, nei sindacati, fra i laburisti e i gruppi progressisti, nel mondo dello spettacolo ecc.
C’è da augurarsi che Wistrich possa in un prossimo futuro analizzare nei dettagli la debole reazione di molti leader ebrei inglesi verso la sempre più montante diffamazione di Israele ( che però non si trova soltanto nella sinistra).

L’alleanza fra marxisti e islamici

Alla luce di quanto accade oggi, il capitolo dedicato alla alleanza fra marxisti e islamici assume grande rilievo. Nel 1954, Bernard Lewis scritte un articolo di fondamentale importanza “ Quali tendenze vi sono nell’islam, nella civiltà islamica e nella società, che possano facilitare o impedire l’avanzata del comunismo” Può apparire curioso oggi che Lewis abbia sentito la necessità di spiegare perché era qualificato ad affrontare questo argomento, anche se non era un ex-comunista, una qualifica- scrisse – “ che ai nostri giorni è generalmente accettata perché conferisce autorevolezza e rispettabilità” Lewis scrisse che la propaganda comunista contro l’Occidente poteva sempre contare su una adesione positiva del mondo musulmano quando attaccava l’imperialismo. Il comunismo trovava anche simpatie quando contrapponeva le masse povere con le grandi ricchezze nei Paesi musulmani. Lewis ricordava che l’ideologia comunista dello Stato-controllore dell’economia, non era lontana dal mondo islamico. Scrisse anche che cercare di dimostrare che islam e democrazia erano identici si basava su un “ malinteso concetto dell’islam e della democrazia, o di entrambi “
Wistrich aggiorna poi almeno 60 anni di rapporti tra comunismo e islam, arrivando alla recente collaborazione tra l’estrema sinistra e l’islam radicale. Cita il leader terrorista marxista arabo-palestinese George Habash, la cui ala all’interno dell’Olp si ispirava egualmente ai sovietici e ai fondamentalisti iraniani. “ Aldilà dell’ideologia, abbiamo in comune l’anti-imperialismo, l’anti-sionismo e la lotta contro Israele”, diceva.
Wistrich scrive che molti sciiti condividono anche il principio leninista che “ tutto ciò che aiuta la rivoluzione è bene, mentre tutto ciò che vi si oppone è male”.
La Guida Suprema della Repubblica Islamica Iraniana, l’ayatollah Khomeini, era in parte influenzato dall’iraniano islamo-marxista Al-Shariati, il teorico dello “sciismo rosso”. Come i nazisti, i comunisti vedevano nei musulmani dei potenziali alleati. Il Baath iracheno, secondo Wistrich, era “ un misto di nazionalismo arabo, socialismo, con temi nazisti e stalinisti” che Saddam Hussein mise in pratica. Fra i propagandisti dell’alleanza islamisti-estrema sinistra troviamo Hugo Chavez, che fu presidente del Venezuela, il capo del Partito Respect, l’ inglese George Galloway e il terrorista Carlos. Da parte musulmana, il filosofo Tariq Ramadan, legato anche alla sinistra no-global, ostile all’economia liberale. Lo sostengono i neo-comunisti, i trotziski e i gruppi terzomondisti in Francia. I socialdemocratici hanno anche collaborato con i jihasti. Sia Kreisky che Willy Brandt hanno ricevuto con tutti gli onori Arafat quando guidavano il movimento internazionale socialista.
Wistrich scrive “ Fu la prima volta che i leader socialisti legittimarono pubblicamente l’jihad palestinese come se fosse veramente un movimento laico e democratico “. Il Primo Ministro spagnolo, il socialista Josè Luis Rodrigues Zapatero dimostrò la propria solidarietà agli estremisti palestinesi indossando una keffiah.
Nel libro vengono citati molti esempi di questo tipo di collaborazione.

Conclusione

L’anti-semitismo contemporaneo dell’ estrema sinistra è un problema molto serio che merita tutta l’attenzione possible. Tornano in mente gli odiatori di Israele nei sindacati europei in Gran Bretagna, Irlanda, Belgio, Norvegia e Danimarca e l’israelofobia mista all’anti-semitismo della sinistra dei paesi scandinavi. Il doppio standard di molti partiti socialisti europei andrebbe ugualmente studiato. Il magistrale libro di Wistrich rappresenta un contributo fondamentale per la comprensione dell’anti-semitismo nell’estrema sinistra. Rappresenta un passo in avanti nella storia di questo odio antico nella sua nuova incarnazione, l’israelofobia, due forme di odio da studiare in tutti i suoi aspetti.

 

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