Avanza nell’Unione Europea l’anti-semitismo: Il caso della Grecia

Avanza nell’Unione Europea l’anti-semitismo: Il caso della Grecia

Con l’ingresso nel Parlamento greco del Partito Laos ( Popular Orthodox Rally) l’anti-semitismo – e altre criminali posizioni politiche – ottengono nell’Unione Europea sempre maggiore legittimazione. Il suo leader, Giorgios Karatzaferis, ha promosso la diffusione di molti stereotipi contro gli ebrei. Nel 2001, quando era ancora un parlamentare del Partito Nuova Democrazia, aveva rivolto una interrogazione al Ministro degli Esteri, affinché spiegasse come mai durante gli attacchi dell’ 11 settembre non vi erano stati ebrei fra le vittime. Fra l’altro ha anche affermato che “ il sangue degli ebrei puzza “ (1).

Durante la guerra di Gaza del 2008/2009, aveva paragonato le forze di difesa israeliane a Hitler. Secondo quanto pubblicato dal quotidiano Frankurter Allgemeine Zeitung, Karatzaferis è l’editore della traduzione greca dei Protocolli dei Savi di Sion. Anche il Ministro dei Trasporti Makis Voridis (Laos) ha un passato fascista, così come il vice Ministro allo Sviluppo Adonis Georgiadis, che ha diffuso “Gli ebrei e la verità”, di Kostas Plevris, uno dei libri più anti-semiti stampati in Europa negli ultimi anni.

Il Partito Laos è molto radicato nel mondo greco ortodosso. Quando nel 2004 Karatzaferis fu eletto al Parlamento Europeo, l’allora capo della Chiesa ortodossa, Arcivescovo Christodoulos, gli scrisse una affettuosa lettera di congratulazioni con queste parole “ Sono certo che grazie alla vostra esperienza, intuito e sapienza… saprete portare alla più vasta famiglia europea gli alti valori intellettuali che appartengono al vostro spirito cristiano e greco “ (2).

Anche prima ci sono stati partiti anti-semiti e razzisti nei governi dei paesi dell’Unione Europea. La “Lega polacca della Famiglia” ha fatto parte del governo polacco e il suo leader, Roman Giertych, è stato vice Primo Ministro e Ministro dell’Educazione dal 2006 al 2007 (3).

Nel 2000, L’Unione Europea reagiva ancora nei confronti di ministri razzisti. Quando il Partito di estrema destra FDP di Jorg Haider entrò a far parte del governo austriaco, l’Unione Europea emise alcune sanzioni contro l’Austria, che però ebbero poca efficacia e furono annullate sette mesi più tardi (4). Sanzioni che, se emesse oggi, sarebbero giudicate ridicole.

Per sopravvivere alla crisi finanziaria, i leader dell’Unione Europea sono pronti a fare qualunque compromesso. Tutti sappiamo che vi sono molti partiti razzisti e anti-semiti in molti paesi europei, anche se non fanno parte (non ancora?) del governo (5). Il più forte – in percentuale di voti – è l’ungherese Jobbik, apertamente anti-semita e anti-rom, che ha avuto il 17% dei voti nelle elezioni nazionali del 2010. La sua popolarità e i suoi legami con organizzazioni paramilitari rappresentano un caso unico in Europa.

In Germania è stato uno shock quando nei giorni scorsi si è saputo che un piccolo gruppo neo-nazista ha assassinato turchi di nazionalità tedesca e altri negli anni passati senza mai essere stati scoperti. Oggi sono in molti a chiedere che venga dichiarato fuorilegge il partito di estrema destra NPD.

L’Anti-semitismo è molto diffuso in Europa. Un rapporto, approvato da una Commissione governativa di esperti, pubblicato alcuni giorni fa, ha rivelato che il 20% dei tedeschi esprime un giudizio fortemente contrario agli ebrei (6).

Il mese scorso, una Commissione parlamentare italiana ha comunicato che il 44% degli italiani esprime pregiudizi o ha un’opinione ostile verso gli ebrei. Fiamma Nirenstein, presidente della Commissione, ha dichiarato “ è stato uno shock per tutti sapere quanto anti-semitismo esiste oggi in Italia e in Europa “ (7). L’antico stereotipo anti-semita della ‘brama di sangue’ degli ebrei si è diffusa sulla percezione che gli europei hanno di Israele.

Uno studio recente, condotto dalla Università di Bielefeld per conto della Fondazione Friedrich Ebert, lo dimostra.
Ne risulta che il 63% dei polacchi ritiene che Israele stia conducendo una guerra di sterminio contro i palestinesi. I numeri meno significativi riguardano gli italiani e gli olandesi, rispettivamente al 38% e al 39%.
La stessa opinione è diffusa in Ungheria, Gran Bretagna, Germania e Portogallo, che sono tra il 40% e il 50% (8). Questa ventata di anti-semitismo non è, evidentemente, presente a tutti i livelli, ma è radicata, e si sviluppa in parte a causa delle posizioni anti-Israele ai livelli alti dell’Unione Europea.
Vi sono molte risoluzioni che esprimono anti-semitismo e doppi standard contro Israele – che fanno parte delle definizioni ufficiali della UE – espresse dai commissari, alti dirigenti, così come Ministri e portavoce dei governi europei. Un’altra tecnica diffamatoria è l’equivalenza morale che mette sullo stesso livello Israele e Hamas.

L’ingresso del Partito Laos nel governo greco non è legato soltanto alla crisi economica del paese, fa parte della crescita dell’anti-semitismo e di altre ideologie criminali nella sfera pubblica europea. I problemi economici dell’Europa contribuiscono a creare una atmosfera favorevole all’aumento degli odiatori. Per questo il fenomeno va monitorato senza interruzione.

[1]) Simon Wiesenthal Center, “Investigate Member States that Violate Organization’s Provisions on anti-Semtisim, 28 January 2010.
2) Greek Helsinki Monitor, “Greece’s Archbishop congratulates and praises George Karatzaferis,” Press release, 27 June 2004
3) Robert Wistrich, A Lethal Obsession, (New York: Random House, 2011), 197, 200.
4) Michael Leidig, “Haider derides EU over sanctions,” Telegraph, 14 September 2000.
5) Lázsló Molnár, “Anti-Semitism in Hungary,” Post Holocaust and anti-Semitism 104, 1 November 2010.
6) “Report shows anti-Semitism is strong in Germany,” JTA,13 November 2011. 7) Benjamin Weinthal, “44% of Italians have negative view of Jews,” Jerusalem Post, 25 October 2011.
8) library.fes.de/pdf-files/do/07908-20110311.pdf

 

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