Israele: ecco tutti i primi sondaggi elettorali

Israele: ecco tutti i primi sondaggi elettorali

Il 2 dicembre scorso il Primo Ministro Benyamin Netanyahu ha licenziato il Ministro delle Finanze Yair Lapid, leader del partito Yesh Atid (C’è un Futuro) e il Ministro della Giustizia Tzipi Livni, leader di Hatnuah (Il Movimento).
In TV ha dichiarato che, contrariamente al governo precedente, quello attuale – sin dall’inizio – era composto da una coalizione dove questi due partiti agivano in accordo con l’opposizione per delegittimarlo, con l’intenzione di arrivare alla formazione di un governo alternativo a quello attuale.

Netanyahu ha attaccato Livni, che aveva criticato la propria estromissione, ricordando che lo scorso maggio, contro la decisione del consiglio dei ministri, aveva incontrato il Presidente Abu Mazen.
Ha poi aggiunto “ Livni e Lapid hanno una cosa in comune, parlano di nuova politica, quando in realtà praticano quella vecchia”.
Il giorno successivo, la 19° Knesset decideva il proprio scioglimento, anche se rimaneva un debole spiraglio per una possibile riconciliazione tra le parti.
Dei 120 parlamentari, 84 hanno votato per nuove elezioni, nessuno ha votato contro, per cui si voterà il 17 marzo, dopo una legislatura durata solo due anni.

E’ iniziata immediatamente la campagna elettorale. Lapid ha subito dichiarato che Netanyahu è scollegato dal Paese, non sa più quel che vogliono gli israeliani. “ Vivi da troppo tempo in un acquario” – ha detto – “non sai più quel che preoccupa la gente “. Yuval Steinitz, Likud e Ministro delle Relazioni Internazionali –solitamente molto educato- ha detto a Lapid di ritornare a fare il giornalista televisivo, invece di danneggiare la situazione socio-economica del Paese. Steinitz, che era già stato Ministro delle Finanze, ha poi aggiunto “ Questo succede quando a guidare l’economia ci va un ragazzo che sa solo badare alla propria immagine”.

Anche queste elezioni –come le precedenti – saranno caratterizzate da frequenti sondaggi. Ne sono già usciti due sui canali 2 e 10 il giorno dell’annuncio delle prossime elezioni. In genere i risultati si differenziano tra loro, ma questa volta, a sorpresa, coincidono. L’unico a differenziarsi è stato il quotidiano in ebraico Israel Hayom, che ha previsto un buon risultato per il partito di Kahlon Kulanu.

Nei due sondaggi iniziali, il Likud è risultato il maggior partito con 22 seggi, seguito dal partito della destra moderna-ortodossa “Casa Ebraica” (Habayt Hayehudi), guidato dal Ministro dell’Economia Naftali Bennett, con 17 seggi in entrambi i sondaggi, al Partito Laburista ne vanno 13. Il Partito “Israele è la nostra casa” (Israel Beitenu), guidato da Avigdor Lieberman ne guadagnerebbe 10 secondo il Canale 2, 12 secondo il Canale 10. Il nuovo partito, fondato dal Ministro delle Comunicazioni Moshe Kahlon, 10 oppure 12 secondo i due canali Tv. Il grande perdente, secondo tutti i sondaggi, sarebbe Yesh Atid di Yair Lapid, che da19 seggi scenderebbe a 9. Dei partiti religiosi, “United Torah Judaism” avrebbe 8 seggi, mentre “Shas”, guidato dal carismatico Rabbino Ovadia Yosef sino alla sua morte nel 2013, scenderebbe da 12 a 9 o 7 a seconda dei sondaggi.

Ma rispetto alle precedenti elezioni la soglia di sbarramento è salita nel maggio 2014 al 3.25%.
Questo pone difficoltà, per esempio, ai tre partiti arabi – insieme hanno 11 seggi- che dovrebbero coalizzarsi. In particolare Balad rischia di non farcela se si presenta da solo.

Come sempre, nelle fasi preliminari della campagna, viene dato molto spazio a candidati al di fuori del mondo politico. Si discute però del divario che separerà sinistra e destra.
A destra ci sono i partiti Likud e Habyt Hayeudi, che si sono accordati per attribuirsi i voti in eccedenza, in modo da non disperdere nemmeno un seggio.
A sinistra,invece, si cerca di creare una coalizione tra laburisti, Yesh Atid, Hatnuah e Kadima, il piccolo partito del generale Shaul Mofaz, ex Ministro della Difesa. Per superare I partititi di destra, la sinistra dovrebbe includere anche il nuovo partito di Moshe Kahlon.

Un sondaggio a cura del quotidiano in inglese The Jerusalem Post e di quello in ebraico Maariv – della stessa catena – hanno segnalato un forte calo di popolarità del Primo Ministro Netanyahu.
Il 60% degli intervistati ha dichiarato di non volerlo più alla guida del governo, il 34% invece sì, il 6% non ha espresso alcuna opinione.
In un ipotetico testa a testa fra Netanyahu e Kahlon, Netanyhau otterrebbe il 36% e Kahlon il 46%. Se la sfida fosse con Gideon Saar, l’ex Ministro degli Interni del Likud, Netanyahu avrebbe il 38% e Saar il 43%.
Saar aveva lasciato la politica qualche mese fa per sfidare la leadership di Netanyahu nelle primarie del Likud di gennaio.
In una ipotetica gara contro gli altri leader, Netanyahu vincerebbe comunque. Contro il leader del Partito Laburista Isaac Herzog, Netanyahu vincerebbe con l’1%, contro Bennett con il 12%, contro Lapid con il 17% e contro Lieberman con il 28%.

Il 64 degli intervistati ha detto che la situazione socio-economica è peggiorata con questo governo dimissionario e il 58% che è peggiorata la sicurezza.
Alla domanda qual’era il tema più importante delle prossime elezioni il 34% ha risposto l’economia, il 30% la sicurezza, il 14% la giustizia sociale, il 10% i rapporti fra Stato e religione, il 2% l’educazione e la cultura.
Soltanto l’1% ha citato le relazioni internazionali. Il sondaggio di Israel Hayom del 3 dicembre è in maggioranza favorevole alle elezioni vista la crisi fra i partiti della coalizione, mentre il 42% si espresso contro.
Il 22% degli intervistati ha poi detto che Netanyahu era il candidato preferito per guidare il prossimo governo, Herzog ha ottenuto l’11%, Livni il 9%, Lieberman e Bennett il 6%, Kahlon il 5%.

In conclusione, una forte campagna elettorale che durerà più di tre mesi.

 

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