Antisemitismo e anti-sionismo in Belgio

Antisemitismo e anti-sionismo in Belgio

“Per molti anni le immagini di Auschwitz hanno condizionato la pubblica espressione dell’antisemitismo. Eppure l’ antisemitismo è rimasto nelle menti di molti. Come succede ovunque, anche in Belgio antisemitismo e anti-sionismo sono molto diffusi, tra i politici, media, sindacati, nelle università,  Ong e cosí via. Sia nella Vallonia francofona che nelle Fiandre olandofone.

“Le autorita belghe sovvenzionano diverse organizzazioni che promuovono il boicottaggio economico e accademico di Israele. Vi sono organismi internazionali come Pax Christi e l’organizzazione di aiuto allo sviluppo Oxfam. L’autore anti-israeliano estremista Luc Catherine nel suo libro La Lobby d’Israele afferma che non c’è nessuna lobby pro-palestinese nelle Fiandre. Ha ragione, perché c’è principalmente una lobby anti-israeliana che demonizza Israele.”

Andre Gantman è un giurista ebreo. E’ stato consigliere ad Anversa per conto del Partito Liberale (VLD). Ha recentemente scritto un libro sull’antisemitismo chiamato The Split Conscience.[1]

“Il sindacato socialista (ABVV) è uno dei maggiori diffusori di anti-israelismo. L’ABVV vuole escludere la Histadrut, il grande sindacato israeliano, dall’organizzazione internazionale sindacale. Il pregiudizio è sotto gli occhi di tutti. Il primo ministro socialista belga Elio Di Rupo e’ vice-presidente dell’Internazionale Socialista. I partiti dei deposti dittatori di Tunisia ed Egitto ne erano membri fino alla cosidetta “Primavera Araba.”

“L’anti-israelismo estremo si trova tra i politici di molti partiti. Un caso estremo è quello di Eva Brems, parlamentare federale del Partito Verde fiammingo, ex consigliera di Amnesty International nelle Fiandre. Non trascorre una settimana senza che lei presenti interrogazioni ai vari ministri contro Israele.

“La francofona Libera Università di Bruxelles è anche uno dei principali centri di antisemitismo. Jaques Brotchi, un professore ebreo di Medicina e senatore del Partito Liberale della Vallonia (MR), si è dimesso dal consiglio di amministrazione dell’università l’anno scorso a causa del crescente antisemitismo.

“Nel Marzo 2011, presso la omonima università fiamminga ha avuto luogo l’annuale Settimana del Boicottaggio di Israele. L’Unione Europea degli Studenti Arabi è stata tra gli organizzatori di una lezione di Azzan Tamimi, un sostenitore dei Fratelli Musulmani. L’amministrazione dell’università ha richiesto che fosse invitato anche un relatore pro-Israele dopo Tamimi, che sostiene pubblicamente il terrorismo e gli attacchi suicidi contro Israele. Ma lui se ne è andato subito dopo essere intervenuto. Qualche giorno dopo ha parlato ad Al Jazeera contro la libertà e la democrazia.

“L’antisemitismo musulmano raggiunge proporzioni estreme. Nel 2009 ho parlato all’Università di Anversa. Un giovane musulmano vestito di bianco mi ha chiesto ‘E’ umano il sangue che scorre nelle tue vene?’ I suoi tentativi di disumanizzarmi mi hanno ricordato l’ideologia nazista.

“L’antisemitismo si propaga tra le nuove generazioni di musulmani. Uno studio pubblicato nel 2011 dal Professor Marc Elchardus della Libera Università (fiamminga) di Bruxelles, ha rivelato che l’antisemitismo musulmano presso le scuole fiamminghe di Bruxelles supera abbondantemente i pregiudizi di altri studenti. Circa il 50% degli studenti musulmani covano sentimenti antisemiti. Per gli altri studenti arriva al 10%. Lo studio mostrava anche che c’e molto più antisemitismo che sentimenti anti-islamici.[2]

“In generale, le autorità belghe sottostimano l’atteggiamento negativo dei musulmani verso gli ebrei. In passato, erano ossessionate dall’idea che criticare questo tipo di antisemitismo, così come indentificare l’estremismo islamico, avrebbe incoraggiato il razzismo contro i musulmani. Con gravi danni per la cosidetta società multiculturale. Nel 2010, il governo federale belga ha organizzato una tavola rotonda sul multiculturalismo. Dai risultati della discussione, era chiaro che i presenti volevano in parte abbandonare i valori base che le società democratiche hanno acquisito con grande sacrificio attraverso i secoli.

“I partecipanti indicavano che la giustizia sociale, la battaglia contro il razzismo e la xenofobia, l’eguaglianza di donne e uomini non sono valori assoluti. Erano favorevoli a un compromesso che includesse altri valori derivati dall’idea sbagliata che i fondamenti di una società democratica  si devono adattare ai valori dei nuovi arrivati,  cioè i musulmani. Non sorprende che ci sia stata anche una raccomandazione per cancellare una legge che renda punibile la negazione della Shoah.

Anche sulla tradizionale correttezza politica, Gantman osserva: “Molti anti-israeliani applicano due pesi e due misure, rivelatosi in pieno quando fu pubblicato il Rapporto Goldstone. Chi odia Israele di solito evita di criticare i crimini di guerra contro l’umanità  quando vengono commessi da altri paesi. Ovviamente quando Goldstone cambiò idea nel 2011, modificando la sua posizione su Israele, fu accusato di essere un sionista.

“In Belgio i media tendono ad essere ostili a Israele. Un esempio:  quando l’aviazione israeliana entra a Gaza, difficilmente viene detto che in precedenza le città israeliane erano state attaccate da razzi lanciati dalla Striscia.

Conclude Gantman: “C’è un barlume di speranza, comunque. Il Ministro della Giustizia Annemie Turtelboom ha recentemente nominato un procuratore speciale per coordinare le azioni di polizia per combattere l’antisemitismo.”

[1] André Gantman, Het Gespleten Geweten, anti-antisemitisch pamphlet, [Kalmthout: Pelckmans, 2011], Dutch.

[2] Nicole Vettenburg, Mark Elchardus, and Johan Put, eds., Jong in Brussel (Leuven, The Hague: Acco, 2011), 278. [Dutch]

 

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