La Tv israeliana informa l’Europa sull’islam

La Tv israeliana informa l’Europa sull’islam

Con mia grande sorpresa sono stato intervistato da una Tv belga sul documentario “ Allah-Islam, la diffusione dell’islam in Europa “. Un programma in 4 puntate, la terza è stata trasmessa da Canale 10 in Israele l’altra sera. Dedicava molto spazio al piccolo gruppo musulmano belga denominato Shari’a 4 che fomenta odio contro l’ Occidente e incoraggia il terrorismo.

Ma gli spettatori non hanno visto le aree-ghetto musulmane in paesi quali Francia, Gran Bretagna e Svezia, perché lo spazio era dedicato alla violenza e ai crimini fra gli immigrati musulmani in Europa, dove il loro terrorismo viene giustificato, chi dissente viene minacciato, le donne musulmane vengono discriminate e anche uccise,e la loro religione è fanatica. Si vedeva anche come la terza e la quarta generazione di immigrati era spesso meno integrata della prima.

Ho ricordato al mio intervistatore che documentari simili avrebbero dovuto essere girati molti anni fa dalle Tv europee, non era certo un argomento nuovo. I problemi con le comunità  musulmane viste nel documentario israeliano sono problemi europei. La Tv israeliana avrebbe dovuto poter scegliere quale film acquistare su questo argomento. Ritengo poi vergognoso che sia dovuto ricorrere ad un giornalista israeliano, Zvi Yehezkeli, nei panni di un palestinese per poter girare le riprese.

Alla domanda dell’intervistatore che mi chiedeva che cosa pensavo della Tv europee che girano pochi film come questo, ho risposto che non è politicamente corretto mostrare un certo numero di persone di una specifica religione o gruppo etnico che causano enormi e sproporzionati problemi alle società democratiche. Il politicamente corretto in questo caso è il sintomo di come la verità viene oscurata e distorta.

C’è anche la voglia di ignorare i problemi gravi, come anche la paura verso una possibile violenza da parte della comunità musulmana. Tutto ciò va ascritto alla codardia europea. Né aiuta la molto esibita libertà di stampa europea quando il risultato è che gli argomenti problematici non vengono affrontati come meriterebbero. Tutto ciò rivela anche un altro aspetto, la decadenza dell’Europa.

A onor del vero, in Europa qualche documentario sui problemi delle popolazioni musulmane è stato girato. Il loro obiettivo comunque, è più limitato della serie israeliana. Ad esempio, nel 2007 l’inglese Channel Four mise in onda un programma dal titolo “Undercover Mosque” (moschee clandestine), presentato come “ una profonda inchiesta fra le moschee inglesi che rivela come un messaggio di odio e segregazione sia diffuso in tutta l’Inghilterra”.

La polizia della Midlands occidentali accusò i registi del documentario di avere distorto la verità e di avere “selezionato affermazioni particolarmente estremiste di imam nelle moschee in tutto il paese”. Dopo che queste proteste della polizia furono giudicate false, Channel Four e i produttori ricevettero un risarcimento 100.000 sterline.

“Panorama”, della BBC, trasmise nel novembre 2010 un programma che riguardava le scuole musulmane gestite dall’Arabia Saudita in Inghilterra.In queste scuole i libri di testo insegnavano ai bambini, dai sei anni in su, che gli ebrei discendono dalle scimmie e dai maiali. I programmi del dopo-scuola riguardavano 5000 ragazzi dai sei ai diciotto anni, e venivano forniti dall’ufficio centrale dell’Ambasciata saudita a Londra.

Il programma “Panorama” prevedeva anche un testo nel quale era scritto che “ gli ebrei sono maledetti da Dio”, e ai bambini veniva chiesto di fare un elenco dei difetti degli ebrei. Ai ragazzi che seguivano il corso veniva insegnato che i sionisti vogliono impadronirsi del mondo e che i “Protocolli dei Savi di Sion” sono autentici.

Il documentario israeliano ha mostrato solo la punta dell’iceberg. I problemi che l’immigrazione musulmana ha portato in Europa sono molto più gravi, gli immigrati ne sono responsabili per una parte, per l’altra è il risultato del fallimento delle politiche dei singoli stati.

Per saperne di più, si potrebbe girare un documentario che mostrasse i comportamenti dei leader musulmani verso la società occidentale, e gli ebrei in particolare. Non è necessario essere un ammiratore di al Qaeda o un regolare frequentatore della moschea per essere un negazionista della Shoà, pensare che gli ebrei sono esseri inferiori o desiderare che Israele venga cancellata dalle carte geografiche.

In Europa non vi sono molti studi sull’anti-semitismo, eppure qualcosa trapela. Una ricerca ha mostrato come il 18% dei turchi in Germania considerino gli ebrei un popolo inferiore. Un’altra indagine condotta da Mark Elchardus ha scoperto nelle scuole elementari di lingua fiamminga a Bruxelles che il 50% degli studenti musulmani possono essere classificati anti-semiti, mentre i non musulmani lo sono al 10%.

Le Tv europee potranno comperare o no il documentario israeliano, ma quando i problemi saranno più diffusi, questo film dimostrerà come la leadership europea ha intenzionalmente guardato altrove per non vedere le sfide che si erano già manifestate in tutti i paesi  da lungo tempo.

 

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